Il caldo estremo è uno dei fenomeni meteorologici che colpiscono maggiormente l’immaginazione. Temperature superiori ai 45 °C, notti in cui il termometro non scende sotto i 30 °C e ondate di calore sempre più persistenti mostrano quanto possa essere straordinario, e pericoloso, il clima terrestre.
Quando si parla dei record di caldo più incredibili mai registrati, però, è importante distinguere tra temperatura dell’aria, temperatura del suolo, indice di calore, record locali e medie globali. Un’asfalto esposto al sole, per esempio, può raggiungere temperature molto superiori a quelle indicate da una stazione meteorologica: ma il record meteorologico ufficiale si basa sulla temperatura dell’aria misurata secondo standard precisi.
In questo articolo vediamo quali sono i principali record di caldo del pianeta, dove sono stati rilevati e perché i dati meteorologici devono essere verificati con attenzione.
Qual è la temperatura più alta mai registrata sulla Terra?
Il record mondiale ufficialmente riconosciuto dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale, o OMM/WMO, è di 56,7 °C. Fu rilevato il 10 luglio 1913 a Furnace Creek, nella Death Valley, in California, negli Stati Uniti.
La Death Valley, conosciuta anche come Valle della Morte, è una delle zone più calde e aride del pianeta. Si trova nel deserto del Mojave, in una vasta depressione circondata da montagne. La sua particolare conformazione favorisce l’accumulo di aria molto calda.
Il valore di 56,7 °C è presente nell’archivio mondiale degli estremi meteorologici della WMO. Alcuni studiosi hanno tuttavia sollevato dubbi sulla precisione di alcune rilevazioni storiche; l’organizzazione continua comunque a indicarlo come record mondiale ufficiale, in assenza di elementi sufficienti per invalidarlo. WMO – archivio degli estremi meteorologici
Death Valley: il luogo simbolo del caldo estremo
La Death Valley è spesso citata come il luogo più caldo della Terra. Le estati sono caratterizzate da temperature dell’aria eccezionalmente elevate, umidità molto bassa e suoli che, sotto il sole diretto, possono scaldarsi ben oltre la temperatura misurata a due metri dal terreno.
Nel luglio 2020 la stazione di Furnace Creek registrò 54,4 °C. Il dato attirò l’attenzione internazionale perché rappresentava una delle temperature più alte misurate in epoca recente. Anche nel 2021, durante una forte ondata di calore nel sud-ovest degli Stati Uniti, l’area raggiunse valori molto elevati.
La Death Valley non è calda soltanto per la sua posizione desertica. Contribuiscono anche:
- la bassa altitudine, in alcuni punti sotto il livello del mare;
- il terreno roccioso e arido, che assorbe molta energia solare;
- l’assenza di vegetazione estesa;
- la scarsa umidità dell’aria;
- le montagne circostanti, che limitano il ricambio dell’aria.
NOAA – il record di Furnace Creek e la storia meteorologica della Death Valley
Il record di caldo in Europa: 48,8 °C in Italia
Uno dei record più rilevanti per il pubblico italiano è quello registrato in Sicilia.
L’11 agosto 2021, una stazione meteorologica della rete agrometeorologica siciliana rilevò 48,8 °C nei pressi di Siracusa. Dopo un’approfondita verifica tecnica, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha riconosciuto il valore come record di temperatura massima per l’Europa continentale.
Il precedente record europeo continentale riconosciuto era di 48,0 °C, registrato ad Atene il 10 luglio 1977.
La verifica della WMO ha incluso il controllo della strumentazione, dell’ubicazione della stazione, delle procedure di misurazione e delle condizioni meteorologiche dell’evento. Questo lavoro è essenziale perché un record non dipende soltanto dal numero indicato dal termometro: deve essere misurato con strumenti corretti e in condizioni confrontabili con altri dati.
WMO – conferma del record europeo di 48,8 °C in Sicilia
I record di caldo nei diversi continenti
I dati estremi aiutano a capire quanto possano cambiare le condizioni meteorologiche da una parte all’altra del pianeta.
Africa: 55,0 °C in Tunisia
Il record di temperatura massima per l’Africa è di 55,0 °C, registrato a Kebili, in Tunisia, il 7 luglio 1931.
Il Nord Africa ospita ampie aree desertiche dove aria molto secca, forte irraggiamento solare e scarsa copertura vegetale favoriscono temperature eccezionalmente elevate.
Asia: 53,9 °C in Kuwait
Per l’Asia, la WMO indica il valore di 53,9 °C, rilevato a Mitribah, in Kuwait, il 21 luglio 2016.
Nella regione del Golfo Persico, il caldo può essere particolarmente difficile da sopportare perché, in alcune aree costiere, alle temperature elevate si aggiunge un’umidità molto alta. In queste condizioni la temperatura percepita dall’organismo può risultare più gravosa della sola temperatura dell’aria.
Sud America: 48,9 °C in Argentina
In Sud America, il record riportato dalla WMO è di 48,9 °C, registrato a Rivadavia, in Argentina, l’11 dicembre 1905.
Le zone interne dell’Argentina settentrionale possono sperimentare estati molto calde, soprattutto durante le fasi di stabilità atmosferica e siccità.
Australia: 50,7 °C a Oodnadatta
Il record australiano è di 50,7 °C, misurato a Oodnadatta il 2 gennaio 1960.
L’interno dell’Australia è dominato da grandi aree desertiche e semi-aride, dove le temperature estive possono salire rapidamente e le escursioni termiche tra giorno e notte possono essere molto ampie.
Il record artico: 38 °C oltre il Circolo Polare
Tra i dati più sorprendenti figura il record di 38,0 °C registrato a Verkhoyansk, in Siberia, il 20 giugno 2020.
Verkhoyansk si trova oltre il Circolo Polare Artico, in una regione nota per inverni eccezionalmente rigidi. Il fatto che la stessa area possa registrare sia freddi estremi sia temperature estive così alte mostra quanto il clima continentale della Siberia possa essere caratterizzato da grandi contrasti.
Il valore è stato riconosciuto dalla WMO come record di temperatura per le aree poste oltre il Circolo Polare Artico. WMO – record di 38 °C nell’Artico
Le temperature più alte dell’Antartide
L’Antartide è associata al gelo, ma anche il continente più freddo della Terra può registrare temperature insolitamente miti nelle aree costiere.
La WMO indica:
- 19,8 °C come record per la regione antartica nel suo complesso, rilevato alla stazione di Signy il 30 gennaio 1982;
- 18,3 °C come record per la terraferma antartica e le isole adiacenti, registrato alla stazione Esperanza il 6 febbraio 2020.
Questi valori non vanno confusi con le temperature interne del continente, dove l’altitudine elevata, il ghiaccio permanente e la distanza dal mare rendono il clima molto più rigido.
Il giorno più caldo a livello globale
Un record locale, come quello della Death Valley, misura la temperatura massima in un punto specifico. Un dato diverso è la temperatura media globale giornaliera, che combina osservazioni su terre emerse e oceani di tutto il pianeta.
Secondo il dataset ERA5 del servizio europeo Copernicus, il 22 luglio 2024 la temperatura media globale giornaliera ha raggiunto circa 17,15 °C, superando il record stabilito il giorno precedente.
Si tratta di una media globale, non della temperatura che le persone hanno percepito in una città o in una regione. È un indicatore importante perché mostra la quantità eccezionale di calore presente nel sistema climatico terrestre in quel giorno.
WMO – il giorno più caldo nella storia recente secondo il dataset ERA5
Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato
Oltre ai singoli record giornalieri e locali, si osservano le medie annuali globali. La WMO ha confermato che il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato nelle serie di dati internazionali.
La temperatura media globale del 2024 è risultata circa 1,55 °C superiore alla media del periodo 1850-1900, con un margine di incertezza. La WMO ha inoltre rilevato che gli anni dal 2015 al 2024 sono stati i dieci più caldi mai osservati.
Un singolo anno oltre una soglia non equivale automaticamente al superamento permanente di un obiettivo climatico di lungo periodo. Tuttavia, questi dati evidenziano una tendenza di riscaldamento globale che rende più probabili e intense molte ondate di calore.
WMO – conferma del 2024 come anno più caldo mai registrato
Temperatura dell’aria, temperatura al suolo e temperatura percepita: le differenze
Quando si parla di caldo record, è fondamentale capire che non tutti i valori indicano la stessa cosa.
Temperatura dell’aria
È il dato meteorologico più comune. Viene misurato con strumenti protetti dalla radiazione solare diretta e collocati secondo standard definiti, in genere a circa 1,25-2 metri dal suolo.
È il valore usato per i record ufficiali.
Temperatura del suolo
Indica quanto è calda la superficie del terreno, della sabbia, dell’asfalto o della roccia. In una giornata estiva molto soleggiata può superare di molto la temperatura dell’aria.
Un dato satellitare sulla superficie terrestre è utile per studiare il calore del suolo, ma non può essere paragonato direttamente al record della temperatura dell’aria.
Temperatura percepita o indice di calore
La temperatura percepita tiene conto anche dell’umidità, del vento, dell’esposizione al sole e, in alcune formule, di altri fattori. Quando l’umidità è elevata, il sudore evapora con più difficoltà e l’organismo disperde meno calore: per questo 35 °C molto umidi possono risultare più pesanti di una temperatura più elevata ma secca.
Perché i record meteorologici vengono verificati?
Un record di temperatura deve essere analizzato prima di essere riconosciuto a livello internazionale. I meteorologi valutano diversi aspetti:
- il tipo e la calibrazione dello strumento;
- la posizione della stazione;
- l’altezza del sensore dal terreno;
- l’eventuale presenza di ostacoli, edifici o superfici che alterano la misurazione;
- la correttezza della registrazione;
- la coerenza con le condizioni atmosferiche dell’area;
- il confronto con le stazioni vicine.
Questi controlli spiegano perché alcuni dati restano provvisori per mesi o anni. Un valore molto alto può essere reale, ma deve poter essere confermato con criteri rigorosi.
Perché le ondate di calore sono pericolose?
Il caldo estremo non è soltanto una curiosità meteorologica. Può avere conseguenze importanti sulla salute, sull’agricoltura, sulle risorse idriche, sugli incendi e sulle infrastrutture.
Le persone più vulnerabili includono:
- anziani;
- neonati e bambini piccoli;
- persone con patologie croniche;
- lavoratori esposti all’aperto;
- persone che vivono in abitazioni poco ventilate o prive di raffrescamento;
- chi assume alcuni tipi di farmaci;
- animali domestici e fauna selvatica.
Durante una forte ondata di calore, è utile seguire le indicazioni delle autorità sanitarie locali, bere con regolarità, evitare sforzi nelle ore più calde, proteggersi dal sole e controllare le persone fragili.
In presenza di confusione, svenimento, pelle molto calda, difficoltà respiratoria o peggioramento improvviso delle condizioni fisiche, è importante rivolgersi subito ai servizi di emergenza.
Record di caldo e cambiamento climatico
Nessun singolo record, preso isolatamente, può spiegare da solo il cambiamento climatico. Il meteo descrive ciò che accade in un luogo e in un periodo breve; il clima riguarda invece le tendenze osservate su periodi lunghi.
Tuttavia, quando aumentano le temperature medie globali, cresce anche la probabilità di ondate di calore più frequenti, intense e durature. Il riscaldamento globale modifica il contesto in cui si verificano gli eventi estremi.
Per questo gli scienziati analizzano non solo i record assoluti, ma anche la frequenza dei giorni molto caldi, le temperature notturne, la durata delle ondate di calore e i loro effetti sulla salute e sugli ecosistemi.
Domande frequenti sui record di caldo
Qual è il record mondiale ufficiale di temperatura?
Il record mondiale ufficiale riconosciuto dalla WMO è di 56,7 °C, registrato a Furnace Creek, nella Death Valley, California, il 10 luglio 1913.
Qual è la temperatura più alta mai registrata in Italia?
Il valore di 48,8 °C registrato in Sicilia l’11 agosto 2021 è stato riconosciuto dalla WMO come record di temperatura massima per l’Europa continentale.
Dove fa più caldo nel mondo?
Le aree desertiche e subtropicali, come la Death Valley negli Stati Uniti, il Sahara, la Penisola Arabica e alcune zone dell’Australia interna, possono raggiungere temperature dell’aria estremamente elevate.
I 70 °C registrati sull’asfalto sono un record meteorologico?
No. Sono temperature della superficie, non dell’aria misurata secondo gli standard meteorologici. Il suolo o l’asfalto sotto il sole può essere molto più caldo dell’aria.
Perché il caldo umido è più difficile da sopportare?
Con un’umidità elevata, il sudore evapora più lentamente. Poiché l’evaporazione aiuta il corpo a disperdere calore, l’organismo può faticare maggiormente a raffreddarsi.
Conclusione
I record di caldo più incredibili mai registrati mostrano l’enorme varietà del clima terrestre: dai 56,7 °C della Death Valley ai 48,8 °C rilevati in Sicilia, fino ai 38 °C osservati oltre il Circolo Polare Artico.
Questi dati vanno letti con attenzione, distinguendo tra misure ufficiali della temperatura dell’aria, rilevazioni al suolo e indici di calore percepito. Dietro ogni record riconosciuto ci sono strumenti calibrati, procedure di verifica e studi meteorologici approfonditi.
In un pianeta che continua a registrare temperature medie globali molto elevate, comprendere i record di caldo significa anche capire meglio i rischi delle ondate di calore e l’importanza della prevenzione.
Approfondimento
Per approfondire l’argomento, consulta la voce dedicata alle ondate di calore su Wikipedia, con informazioni sulle cause, sugli effetti sulla salute e sui principali episodi di caldo estremo nel mondo.
