La storia del cambiamento climatico è molto più lunga di quanto possa sembrare. Il clima della Terra non è mai stato completamente stabile: nel corso di milioni di anni il nostro pianeta ha attraversato periodi glaciali, fasi più calde, cambiamenti nella composizione dell’atmosfera e profonde trasformazioni degli oceani e degli ecosistemi.
Tuttavia, il cambiamento climatico che osserviamo oggi presenta caratteristiche particolari. La temperatura media globale sta aumentando rapidamente e l’aumento delle concentrazioni di gas serra nell’atmosfera è strettamente collegato alle attività umane, soprattutto alla combustione di carbone, petrolio e gas naturale e alla trasformazione delle foreste.
La comprensione scientifica di questo fenomeno non è nata improvvisamente. È il risultato di oltre due secoli di osservazioni, esperimenti, misurazioni atmosferiche, studi sui ghiacci, analisi degli oceani e sviluppo di modelli climatici.
Conoscere la storia del cambiamento climatico significa quindi comprendere come gli scienziati siano arrivati a identificare l'effetto serra, il ruolo dell'anidride carbonica e l'influenza delle attività umane sul clima.
Che cosa si intende per cambiamento climatico?
Il cambiamento climatico indica una variazione significativa e persistente delle condizioni climatiche della Terra.
Il clima comprende numerosi elementi:
- temperatura;
- precipitazioni;
- venti;
- umidità;
- pressione atmosferica;
- ghiacci e neve;
- livello degli oceani;
- circolazione oceanica e atmosferica.
Il clima terrestre può cambiare naturalmente. Nel corso della storia del pianeta sono avvenuti cambiamenti provocati da variazioni dell'attività solare, eruzioni vulcaniche, modificazioni dell'orbita terrestre, trasformazioni degli oceani e variazioni della composizione dell'atmosfera.
Il punto fondamentale è che il clima è sempre cambiato, ma non sempre per le stesse cause e alla stessa velocità.
Le ricerche moderne hanno mostrato che l'attuale riscaldamento globale è fortemente associato all'aumento dei gas serra prodotto dalle attività umane.
Il clima della Terra prima dell'uomo
Per comprendere la storia del cambiamento climatico bisogna tornare molto indietro nel tempo.
La Terra ha circa 4,5 miliardi di anni e durante la sua storia ha attraversato condizioni climatiche estremamente diverse.
Ci sono stati periodi in cui il pianeta era molto più caldo rispetto a oggi e altri in cui vaste aree della superficie terrestre erano ricoperte dai ghiacci.
Le principali cause dei cambiamenti climatici naturali su tempi geologici comprendono:
- variazioni dell'orbita terrestre;
- cambiamenti dell'inclinazione dell'asse terrestre;
- variazioni dell'attività solare;
- eruzioni vulcaniche;
- movimento dei continenti;
- cambiamenti nella circolazione oceanica;
- variazioni della concentrazione dei gas serra.
Questi fenomeni dimostrano che il clima non è statico.
Ma la storia climatica della Terra non deve essere confusa con l'attuale riscaldamento globale. Gli studi paleoclimatici permettono infatti di confrontare i cambiamenti naturali del passato con quelli avvenuti negli ultimi secoli.
Le ere glaciali e i cambiamenti naturali del clima
Uno degli esempi più evidenti della variabilità climatica terrestre è rappresentato dalle ere glaciali.
Durante i periodi glaciali le temperature globali erano inferiori e grandi quantità di acqua erano immagazzinate sotto forma di ghiaccio.
Le variazioni dell'orbita terrestre hanno avuto un ruolo importante nell'alternanza tra periodi glaciali e interglaciali.
Questi cambiamenti sono conosciuti anche attraverso gli studi sui cosiddetti cicli di Milanković, che riguardano:
- eccentricità dell'orbita terrestre;
- inclinazione dell'asse terrestre;
- precessione dell'asse terrestre.
Questi fenomeni modificano nel tempo la quantità e la distribuzione della radiazione solare ricevuta dalle diverse regioni del pianeta.
La storia climatica della Terra dimostra quindi che esistono importanti cause naturali del cambiamento climatico.
Il ruolo dell'effetto serra
Uno dei concetti fondamentali per comprendere la storia del cambiamento climatico è l'effetto serra.
L'effetto serra naturale è indispensabile per la vita.
Alcuni gas presenti nell'atmosfera, tra cui:
- vapore acqueo;
- anidride carbonica;
- metano;
- protossido di azoto;
- ozono;
assorbono parte della radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre.
Questo processo contribuisce a mantenere la temperatura della Terra a livelli compatibili con la vita.
Il problema nasce quando la concentrazione di determinati gas serra aumenta a causa delle attività umane.
L'effetto serra naturale viene così intensificato, contribuendo al riscaldamento globale.
1824: Joseph Fourier e l'idea dell'atmosfera come “isolante”
Uno dei primi grandi passaggi nella storia della scienza del clima risale al XIX secolo.
Nel 1824, il matematico e fisico francese Joseph Fourier studiò il bilancio energetico della Terra.
Fourier si rese conto che un pianeta delle dimensioni della Terra e alla distanza dal Sole avrebbe dovuto essere molto più freddo se non esistesse un meccanismo atmosferico capace di trattenere parte del calore.
Questa intuizione rappresentò un passaggio fondamentale verso la moderna comprensione dell'effetto serra.
1856: Eunice Foote e il ruolo dell'anidride carbonica
Un'altra figura importante, spesso meno conosciuta, è la scienziata statunitense Eunice Foote.
Nel 1856, Foote condusse esperimenti con diversi gas e osservò che l'anidride carbonica e il vapore acqueo potevano riscaldarsi in modo significativo sotto l'azione della radiazione.
Il suo lavoro contribuì alla nascita della comprensione scientifica del rapporto tra composizione dell'atmosfera e temperatura.
1861: John Tyndall studia i gas che assorbono il calore
Negli anni successivi il fisico irlandese John Tyndall approfondì il comportamento dei gas atmosferici.
Nel 1861 dimostrò sperimentalmente che alcuni gas erano capaci di assorbire la radiazione infrarossa.
Questi esperimenti furono importanti perché mostrarono che variazioni nella composizione dell'atmosfera potevano modificare il bilancio energetico della Terra.
La ricerca sull'effetto serra cominciava quindi a trasformarsi da semplice ipotesi teorica in un campo scientifico basato su esperimenti.
1896: Svante Arrhenius e la previsione del riscaldamento globale
Uno dei momenti più importanti della storia del cambiamento climatico arrivò nel 1896.
Il chimico e fisico svedese Svante Arrhenius pubblicò uno studio nel quale analizzava il rapporto tra concentrazione di anidride carbonica e temperatura terrestre.
Arrhenius comprese che un aumento della CO₂ atmosferica avrebbe potuto provocare un aumento della temperatura.
Il suo lavoro rappresenta una delle prime elaborazioni quantitative dell'effetto serra e del possibile riscaldamento causato dall'aumento della CO₂.
All'epoca, tuttavia, il cambiamento climatico causato dalle attività umane non era ancora considerato un problema imminente.
L'industrializzazione cambia la storia del clima
La Rivoluzione industriale rappresenta uno dei passaggi più importanti.
A partire dal XVIII e soprattutto dal XIX secolo, l'industrializzazione portò a un enorme aumento dell'utilizzo di combustibili fossili.
Il carbone divenne fondamentale per:
- industrie;
- locomotive;
- produzione energetica;
- riscaldamento;
- trasporti;
- produzione di acciaio.
Successivamente si diffusero sempre di più petrolio e gas naturale.
La combustione di questi materiali libera nell'atmosfera grandi quantità di anidride carbonica precedentemente immagazzinata nel sottosuolo per milioni di anni.
La storia del cambiamento climatico moderno è quindi strettamente collegata alla storia dell'industrializzazione.
Il XX secolo: il clima diventa una questione scientifica
All'inizio del XX secolo la relazione tra CO₂ e temperatura era ancora oggetto di discussione.
Gli strumenti disponibili erano meno sofisticati rispetto a quelli moderni e mancavano serie di dati globali sufficientemente lunghe.
Progressivamente, però, la situazione cambiò.
Gli scienziati iniziarono a raccogliere:
- misurazioni della temperatura;
- dati atmosferici;
- informazioni sugli oceani;
- osservazioni sui ghiacciai;
- dati meteorologici;
- campioni di ghiaccio;
- misurazioni della CO₂.
Queste informazioni permisero di costruire un quadro sempre più preciso del sistema climatico.
1938: Guy Callendar collega CO₂ e riscaldamento
Nel 1938, l'ingegnere e ricercatore britannico Guy Stewart Callendar analizzò dati provenienti da numerose stazioni meteorologiche.
Callendar collegò l'aumento della concentrazione di anidride carbonica alla crescita delle temperature.
Il suo lavoro rappresentò un'importante evoluzione rispetto alle precedenti teorie sull'effetto serra.
Secondo l'IPCC, le ricerche di Callendar furono tra i passaggi significativi nello sviluppo della comprensione del ruolo della CO₂ nel clima.
Gli anni Cinquanta: nasce la moderna climatologia
Dopo la Seconda guerra mondiale la ricerca scientifica fece enormi progressi.
I computer permisero di effettuare calcoli molto più complessi e gli scienziati iniziarono a sviluppare i primi modelli matematici del clima.
Negli anni Cinquanta aumentarono inoltre le misurazioni dell'atmosfera e degli oceani.
La possibilità di osservare il sistema climatico su scala globale cambiò profondamente la ricerca.
1958: Charles Keeling e la famosa curva della CO₂
Uno dei momenti più importanti della storia moderna del cambiamento climatico arrivò nel 1958.
Il ricercatore americano Charles David Keeling iniziò misurazioni precise della concentrazione di anidride carbonica presso l'osservatorio di Mauna Loa, alle Hawaii.
Queste misurazioni diedero origine alla famosa Curva di Keeling.
La curva mostra una crescita continua della concentrazione atmosferica di CO₂, accompagnata da oscillazioni stagionali.
La serie di misurazioni iniziata da Keeling è diventata uno dei più importanti archivi scientifici per lo studio dei cambiamenti nella composizione dell'atmosfera.
Perché la Curva di Keeling è così importante?
La Curva di Keeling è importante perché permette di osservare direttamente come cambia la quantità di CO₂ nell'atmosfera nel corso del tempo.
La sua forma mostra due elementi:
Una crescita di lungo periodo
La concentrazione di CO₂ è aumentata progressivamente.
Una variazione stagionale
La curva presenta oscillazioni annuali legate soprattutto al ciclo della vegetazione.
In primavera ed estate nell'emisfero settentrionale la vegetazione assorbe più CO₂ attraverso la fotosintesi.
In autunno e inverno la quantità di CO₂ atmosferica tende invece ad aumentare.
Questa combinazione produce il caratteristico andamento della Curva di Keeling.
Gli anni Sessanta e Settanta: i modelli climatici
Negli anni Sessanta e Settanta i modelli climatici diventarono progressivamente più sofisticati.
Gli scienziati iniziarono a simulare al computer:
- atmosfera;
- oceani;
- radiazione solare;
- ghiacci;
- nubi;
- vapore acqueo;
- gas serra;
- circolazione atmosferica.
Questi modelli permisero di studiare come il sistema climatico avrebbe potuto reagire a differenti concentrazioni di gas serra.
L'obiettivo non era semplicemente prevedere la temperatura futura, ma comprendere i meccanismi fisici che regolano il clima.
Il ruolo degli oceani
Con il progresso della ricerca diventò sempre più evidente che gli oceani hanno un ruolo fondamentale nel sistema climatico.
Gli oceani assorbono una parte significativa del calore prodotto dal riscaldamento globale e assorbono anche una parte della CO₂ presente nell'atmosfera.
Questo processo rallenta alcuni effetti del riscaldamento atmosferico, ma produce anche conseguenze importanti, tra cui l'acidificazione degli oceani.
L'IPCC indica che gli oceani hanno assorbito una parte significativa della CO₂ antropica emessa nell'atmosfera.
Gli anni Settanta: cresce l'attenzione sul cambiamento climatico
Negli anni Settanta il cambiamento climatico iniziò a diventare un tema sempre più importante nella comunità scientifica.
Aumentarono gli studi sull'effetto dei gas serra, sui modelli climatici e sulle possibili conseguenze dell'aumento della CO₂.
La ricerca scientifica cominciò a spostarsi dalla semplice domanda:
“La CO₂ può modificare il clima?”
verso domande più complesse:
“Quanto potrebbe cambiare il clima?”
“Quali saranno gli effetti?”
“Quanto del cambiamento osservato è provocato dall'uomo?”
1979: il rapporto Charney
Nel 1979 un gruppo di importanti scienziati produsse un rapporto noto come Charney Report.
Il rapporto contribuì a consolidare la valutazione scientifica secondo cui un aumento significativo della CO₂ avrebbe provocato un riscaldamento globale.
Fu un passaggio importante nello sviluppo del consenso scientifico moderno sul ruolo dei gas serra.
Gli anni Ottanta: il cambiamento climatico diventa una questione internazionale
Negli anni Ottanta la quantità di dati disponibili aumentò ulteriormente.
Le osservazioni delle temperature, dell'atmosfera e dei ghiacci cominciarono a mostrare sempre più chiaramente cambiamenti coerenti con il riscaldamento globale.
Il tema iniziò così a uscire dai laboratori scientifici e ad entrare nel dibattito politico internazionale.
1988: nasce l'IPCC
Nel 1988 viene istituito l'IPCC, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico.
L'organizzazione è stata creata dall'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) e dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP).
Il suo compito è valutare periodicamente le conoscenze scientifiche disponibili sul cambiamento climatico, sui suoi impatti e sulle possibili strategie di risposta.
L'IPCC non è un istituto di ricerca che conduce direttamente tutti gli esperimenti climatici. Il suo ruolo principale è valutare e sintetizzare la letteratura scientifica esistente.
1990: il primo rapporto dell'IPCC
Nel 1990 l'IPCC pubblicò il suo primo rapporto di valutazione.
Questo documento rappresentò una tappa fondamentale nella storia della politica climatica internazionale.
La comunità scientifica disponeva ormai di un quadro molto più articolato sul funzionamento del sistema climatico e sul ruolo dei gas serra.
Da quel momento i rapporti dell'IPCC sono diventati importanti punti di riferimento per governi, istituzioni e organizzazioni internazionali.
Gli anni Novanta e il Protocollo di Kyoto
Durante gli anni Novanta la questione climatica acquistò sempre maggiore rilevanza politica.
Nel 1992 venne adottata la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, conosciuta come UNFCCC.
Nel 1997 venne adottato il Protocollo di Kyoto, uno dei primi grandi accordi internazionali dedicati alla riduzione delle emissioni di gas serra.
Il Protocollo rappresentò un momento storico perché portò il cambiamento climatico al centro delle politiche internazionali.
Gli anni Duemila: aumenta l'evidenza scientifica
Nel XXI secolo la ricerca sul clima ha fatto enormi progressi.
Sono aumentate le osservazioni provenienti da:
- satelliti;
- stazioni meteorologiche;
- boe oceaniche;
- navi;
- palloni atmosferici;
- radar;
- carotaggi dei ghiacci;
- osservazioni dei ghiacciai;
- strumenti oceanografici.
La quantità di dati disponibili è diventata enormemente superiore rispetto a quella del passato.
I modelli climatici sono diventati inoltre più sofisticati e hanno iniziato a integrare atmosfera, oceani, ghiacci, vegetazione e ciclo del carbonio.
I ghiacci raccontano il clima del passato
Uno degli strumenti più importanti per ricostruire la storia del clima sono le carote di ghiaccio.
Quando la neve si accumula nelle regioni polari, gli strati vengono progressivamente compressi.
All'interno del ghiaccio rimangono intrappolate piccole bolle d'aria.
Queste bolle contengono campioni dell'atmosfera del passato.
Analizzando le carote di ghiaccio gli scienziati possono ricostruire informazioni sulla concentrazione di gas come la CO₂ e il metano.
Queste ricerche permettono di confrontare il clima attuale con quello di centinaia di migliaia di anni fa.
Secondo i dati paleoclimatici, l'aumento della CO₂ avvenuto dall'inizio dell'era industriale è eccezionale rispetto alla variabilità osservata almeno negli ultimi 800.000 anni.
Il cambiamento climatico negli ultimi secoli
La storia del clima moderno può essere divisa, in modo semplificato, in alcune grandi fasi.
Prima della Rivoluzione industriale
La concentrazione di CO₂ atmosferica era relativamente stabile rispetto ai livelli moderni, pur oscillando naturalmente nel corso delle epoche.
Rivoluzione industriale
La crescente combustione di carbone, e successivamente di petrolio e gas, aumentò le emissioni di CO₂.
XX secolo
L'industrializzazione e la motorizzazione aumentarono enormemente il consumo di combustibili fossili.
Seconda metà del XX secolo
Le concentrazioni di gas serra aumentarono ulteriormente e le misurazioni atmosferiche diventarono più precise.
XXI secolo
Il cambiamento climatico è diventato una delle principali questioni ambientali, economiche e politiche a livello mondiale.
Il ruolo della deforestazione
La storia del cambiamento climatico non riguarda soltanto carbone, petrolio e gas.
Anche la deforestazione ha un ruolo importante.
Le foreste immagazzinano carbonio nella vegetazione e nei suoli.
Quando vengono abbattute o bruciate, parte di questo carbonio può essere liberato nell'atmosfera sotto forma di CO₂.
Inoltre, la perdita di foreste riduce la capacità degli ecosistemi di assorbire carbonio.
Per questo motivo la trasformazione del territorio è una componente importante del bilancio globale dei gas serra.
Il cambiamento climatico e la crescita delle temperature
Uno degli indicatori più importanti della trasformazione climatica è l'aumento della temperatura media globale.
La temperatura non aumenta in modo identico in ogni parte del mondo.
Alcune regioni si riscaldano più rapidamente di altre.
Inoltre il cambiamento climatico non significa semplicemente “temperature più alte”.
Può modificare anche:
- precipitazioni;
- siccità;
- ondate di calore;
- ghiacciai;
- calotte glaciali;
- livello del mare;
- ecosistemi;
- oceani;
- distribuzione delle specie.
Per questo gli scienziati parlano di cambiamento climatico e non soltanto di riscaldamento globale.
Il ruolo dei satelliti
A partire dalla fine degli anni Settanta, i satelliti hanno rivoluzionato l'osservazione del sistema climatico.
I satelliti permettono di monitorare su scala globale:
- temperatura;
- ghiaccio marino;
- ghiacciai;
- livello del mare;
- nuvole;
- vegetazione;
- umidità;
- composizione dell'atmosfera.
L'era satellitare rappresenta quindi una delle più importanti innovazioni nella storia della climatologia moderna. L'IPCC indica il 1979 come l'inizio dell'era delle osservazioni satellitari climatiche sistematiche.
2015: l'Accordo di Parigi
Un altro momento fondamentale arriva nel 2015 con l'adozione dell'Accordo di Parigi.
L'accordo ha l'obiettivo di rafforzare la risposta internazionale ai cambiamenti climatici e di mantenere l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2 °C rispetto ai livelli preindustriali, proseguendo gli sforzi per limitarlo a 1,5 °C.
L'Accordo di Parigi rappresenta una nuova fase della politica climatica internazionale, caratterizzata dalla partecipazione di un numero molto ampio di Paesi.
La climatologia moderna
Oggi la climatologia utilizza una quantità di informazioni senza precedenti.
Gli scienziati combinano:
- dati meteorologici;
- osservazioni satellitari;
- carote di ghiaccio;
- anelli degli alberi;
- sedimenti marini;
- misurazioni oceaniche;
- dati sulle emissioni;
- modelli climatici;
- osservazioni dei ghiacciai;
- misurazioni della CO₂.
Questo approccio permette di ricostruire sia il clima del passato sia l'evoluzione del clima contemporaneo.
La conoscenza scientifica del sistema climatico è oggi considerata robusta e basata su molteplici linee indipendenti di evidenza.
Dal cambiamento climatico alla crisi climatica
Negli ultimi decenni il termine crisi climatica è diventato sempre più comune.
L'espressione sottolinea non soltanto l'aumento delle temperature, ma anche la crescente attenzione verso le conseguenze del cambiamento climatico.
Tra gli aspetti maggiormente studiati ci sono:
- aumento delle temperature;
- eventi estremi;
- scioglimento dei ghiacci;
- innalzamento del livello del mare;
- acidificazione degli oceani;
- perdita di biodiversità;
- impatti sull'agricoltura;
- disponibilità di acqua;
- salute pubblica;
- migrazioni;
- infrastrutture;
- economia.
Il cambiamento climatico è quindi diventato un problema che coinvolge contemporaneamente scienza, ambiente, economia e società.
Come è cambiata la nostra conoscenza del clima?
La storia della scienza del clima può essere vista come un lungo percorso.
Prima fase: osservazione
Gli scienziati cercavano di comprendere il funzionamento dell'atmosfera e del clima.
Seconda fase: scoperta dell'effetto serra
Gli esperimenti mostrarono che determinati gas atmosferici possono assorbire radiazione infrarossa.
Terza fase: teoria della CO₂
Gli scienziati iniziarono a calcolare gli effetti di variazioni della concentrazione di anidride carbonica.
Quarta fase: misurazioni
Le osservazioni atmosferiche permisero di verificare l'evoluzione della CO₂.
Quinta fase: modelli climatici
I computer permisero di simulare il comportamento del sistema climatico.
Sesta fase: osservazione globale
Satelliti e strumenti moderni permisero di osservare il pianeta nel suo insieme.
Settima fase: attribuzione
Gli scienziati poterono confrontare le osservazioni con simulazioni che consideravano cause naturali e antropiche.
Il risultato è una comprensione molto più dettagliata delle cause e delle conseguenze del cambiamento climatico.
Perché la storia del cambiamento climatico è importante?
Studiare la storia del cambiamento climatico è importante per almeno quattro motivi.
Primo, permette di distinguere i cambiamenti naturali da quelli associati alle attività umane.
Secondo, mostra come la scienza abbia costruito progressivamente le proprie conoscenze.
Terzo, permette di capire perché la concentrazione di gas serra è diventata un elemento centrale dello studio del clima.
Quarto, aiuta a comprendere le decisioni politiche e ambientali che sono state prese negli ultimi decenni.
La storia del cambiamento climatico dimostra infatti che le conoscenze scientifiche attuali non derivano da una singola ricerca, ma da decenni di osservazioni indipendenti e progressivi miglioramenti degli strumenti scientifici.
Cronologia della storia del cambiamento climatico
Ecco una sintesi delle principali tappe.
| Anno | Evento |
|---|---|
| 1824 | Joseph Fourier studia il ruolo dell'atmosfera nel bilancio termico terrestre |
| 1856 | Eunice Foote studia il comportamento della CO₂ e del vapore acqueo |
| 1861 | John Tyndall dimostra l'assorbimento della radiazione infrarossa da parte di alcuni gas |
| 1896 | Svante Arrhenius calcola l'effetto dell'aumento della CO₂ sulla temperatura |
| 1938 | Guy Callendar collega l'aumento della CO₂ al riscaldamento |
| 1956 | Gilbert Plass sviluppa ulteriormente la teoria climatica della CO₂ |
| 1958 | Charles Keeling inizia le misurazioni sistematiche della CO₂ a Mauna Loa |
| 1960-1970 | Si sviluppano i primi modelli climatici computerizzati |
| 1979 | Il rapporto Charney rafforza la valutazione scientifica del ruolo della CO₂ |
| 1988 | Viene istituito l'IPCC |
| 1990 | Viene pubblicato il primo rapporto di valutazione dell'IPCC |
| 1992 | Viene adottata la Convenzione quadro ONU sui cambiamenti climatici |
| 1997 | Viene adottato il Protocollo di Kyoto |
| 2000-2010 | Aumentano rapidamente osservazioni satellitari e modelli climatici |
| 2015 | Viene adottato l'Accordo di Parigi |
| 2021 | L'IPCC pubblica il contributo scientifico del suo Sesto Rapporto di Valutazione |
La sequenza storica dei principali progressi scientifici è documentata anche nelle ricostruzioni dell'IPCC.
La storia del cambiamento climatico in breve
La storia del cambiamento climatico può essere riassunta in un percorso che parte dalla comprensione dell'effetto serra e arriva alla moderna scienza del clima.
Nel XIX secolo Fourier, Foote e Tyndall contribuirono alla comprensione delle proprietà termiche dell'atmosfera.
Alla fine del XIX secolo Arrhenius elaborò una delle prime analisi quantitative del rapporto tra CO₂ e temperatura.
Nel XX secolo Callendar e altri ricercatori svilupparono ulteriormente questa teoria.
Nel 1958 Charles Keeling iniziò una delle serie di misurazioni atmosferiche più importanti della storia della climatologia.
Successivamente, modelli climatici, satelliti, carote di ghiaccio e osservazioni oceaniche hanno fornito un quadro sempre più dettagliato del sistema climatico.
Nel 1988 la nascita dell'IPCC segnò una nuova fase, nella quale le conoscenze scientifiche sul clima vennero sistematicamente valutate a livello internazionale.
Oggi il cambiamento climatico è studiato attraverso migliaia di serie di dati e numerose discipline scientifiche.
Domande e risposte sulla storia del cambiamento climatico
Quando è iniziata la storia del cambiamento climatico?
Il cambiamento climatico in senso geologico esiste da miliardi di anni. Se invece si parla della storia della scienza del cambiamento climatico, uno dei primi passaggi importanti risale al XIX secolo, con gli studi di Joseph Fourier sull'effetto atmosferico nel bilancio termico della Terra.
Quando gli scienziati hanno scoperto l'effetto serra?
La comprensione dell'effetto serra si è sviluppata gradualmente. Fourier ne intuì alcuni aspetti nel 1824, Eunice Foote studiò il comportamento della CO₂ nel 1856 e John Tyndall dimostrò sperimentalmente l'assorbimento della radiazione infrarossa da parte di alcuni gas nel 1861.
Chi ha scoperto che la CO₂ può riscaldare il pianeta?
Non esiste un unico “inventore” della teoria. Diversi scienziati contribuirono alla sua elaborazione. Svante Arrhenius fu particolarmente importante perché nel 1896 calcolò quantitativamente come variazioni della CO₂ potessero modificare la temperatura terrestre.
Chi era Svante Arrhenius?
Svante Arrhenius era un chimico e fisico svedese. Nel 1896 pubblicò una ricerca fondamentale sugli effetti delle variazioni della concentrazione atmosferica di CO₂ sulla temperatura terrestre.
Quando è iniziato il riscaldamento globale moderno?
Il riscaldamento globale moderno è strettamente associato all'industrializzazione e alla crescente emissione di gas serra derivante soprattutto dalla combustione dei combustibili fossili.
Che cosa ha fatto Charles Keeling?
Charles Keeling iniziò nel 1958 misurazioni molto precise della concentrazione di CO₂ atmosferica a Mauna Loa, alle Hawaii. I suoi dati hanno prodotto la famosa Curva di Keeling.
Che cos'è la Curva di Keeling?
È una serie storica che mostra l'andamento della concentrazione atmosferica di anidride carbonica. È uno degli archivi più importanti utilizzati per studiare l'evoluzione della CO₂ nell'atmosfera.
La CO₂ è sempre esistita nell'atmosfera?
Sì. L'anidride carbonica è una componente naturale dell'atmosfera e svolge un ruolo fondamentale nell'effetto serra naturale. Il problema moderno riguarda soprattutto il rapido aumento della sua concentrazione dovuto alle attività umane.
Il cambiamento climatico è sempre stato causato dall'uomo?
No. Il clima della Terra è cambiato molte volte per cause naturali. L'attuale cambiamento climatico, però, presenta una forte componente antropica legata all'aumento dei gas serra prodotti dalle attività umane.
Quando è nata la moderna scienza del clima?
La moderna scienza del clima si è sviluppata progressivamente tra XIX e XX secolo. Ha ricevuto un enorme impulso nella seconda metà del Novecento grazie alle misurazioni atmosferiche, ai computer, ai satelliti e agli studi paleoclimatici.
Quando è stato istituito l'IPCC?
L'IPCC è stato istituito nel 1988 dall'Organizzazione meteorologica mondiale e dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente.
Perché è importante l'IPCC?
L'IPCC valuta e sintetizza le conoscenze scientifiche disponibili sul cambiamento climatico. I suoi rapporti vengono utilizzati come riferimento da governi e istituzioni internazionali.
Quando è stato pubblicato il primo rapporto dell'IPCC?
Il primo rapporto di valutazione dell'IPCC è stato pubblicato nel 1990.
Che cosa sono le carote di ghiaccio?
Sono campioni cilindrici ottenuti perforando grandi masse di ghiaccio. Le bolle d'aria intrappolate negli strati di ghiaccio permettono di studiare la composizione dell'atmosfera del passato.
Da quanto tempo possiamo ricostruire il clima del passato?
Grazie a carote di ghiaccio, sedimenti, anelli degli alberi e altri indicatori climatici, gli scienziati possono ricostruire il clima di periodi molto antichi. Le carote di ghiaccio permettono in particolare di studiare l'atmosfera di centinaia di migliaia di anni fa.
La temperatura della Terra è sempre stata uguale?
No. La temperatura terrestre ha subito numerose variazioni nel corso della storia del pianeta.
Quali sono le principali cause naturali del cambiamento climatico?
Tra le principali cause naturali troviamo variazioni dell'orbita terrestre, attività solare, eruzioni vulcaniche, cambiamenti nella circolazione oceanica e variazioni naturali della composizione dell'atmosfera.
Qual è la principale causa del riscaldamento globale attuale?
La principale causa è l'aumento delle concentrazioni di gas serra dovuto alle attività umane, soprattutto alla combustione di combustibili fossili e alla trasformazione degli ecosistemi.
Qual è la differenza tra cambiamento climatico e riscaldamento globale?
Il riscaldamento globale indica principalmente l'aumento della temperatura media della Terra. Il cambiamento climatico è un concetto più ampio che comprende anche modifiche nelle precipitazioni, negli oceani, nei ghiacci, negli eventi estremi e negli ecosistemi.
Perché la Rivoluzione industriale è importante nella storia del clima?
Perché ha prodotto un'enorme crescita nell'utilizzo di carbone, petrolio e gas naturale. La combustione di questi combustibili ha aumentato significativamente le emissioni di CO₂ nell'atmosfera.
Qual è stato il primo grande accordo internazionale sul clima?
La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 1992 rappresenta uno dei principali punti di partenza della cooperazione internazionale moderna sul clima. Successivamente arrivarono il Protocollo di Kyoto e l'Accordo di Parigi.
Che cos'è l'Accordo di Parigi?
È un accordo internazionale sul cambiamento climatico adottato nel 2015. Mira a rafforzare la risposta globale al cambiamento climatico e a limitare l'aumento della temperatura media globale.
Perché studiare la storia del cambiamento climatico?
Perché permette di comprendere come si è sviluppata la conoscenza scientifica del clima, quali sono le cause dei cambiamenti climatici e perché il riscaldamento globale attuale è considerato un fenomeno particolarmente importante.
Conclusione
La storia del cambiamento climatico è la storia di una scoperta scientifica sviluppatasi lentamente nel corso di oltre due secoli.
Dalle prime intuizioni di Fourier agli esperimenti di Foote e Tyndall, dai calcoli di Arrhenius alle misurazioni di Charles Keeling, fino ai satelliti, alle carote di ghiaccio e ai moderni modelli climatici, la conoscenza del clima è diventata progressivamente più precisa.
Oggi gli scienziati possono osservare il sistema climatico attraverso una quantità di dati che le generazioni precedenti non avrebbero potuto immaginare.
La lezione più importante della storia della climatologia è forse proprio questa: la comprensione del cambiamento climatico non deriva da una singola osservazione, ma dall'accumulo di molteplici prove scientifiche ottenute con metodi differenti.
La storia del clima naturale della Terra è molto antica. La storia del cambiamento climatico moderno, invece, è strettamente legata alla trasformazione della società umana, alla Rivoluzione industriale e all'aumento delle emissioni di gas serra.
Comprendere questa storia aiuta quindi non soltanto a conoscere il passato, ma anche a interpretare meglio il presente e le sfide climatiche che attendono le generazioni future.
